Tra le corde di un’altalena da opera poetica a monologo di Teatro Civile, scritto e interpretato dall’autore, Antonio Roma, che, accompagnato da una chitarra acustica e un pianoforte, condivide, come voce narrante, con un pubblico-lettore, stralci di sé.
Un sé autentico e intimo, pregno di scrittura quanto di Mediterraneo, che guarda sempre all’Utopia che gli abita accanto e lo accompagna nella Transumanza.

Tra le corde di un’altalena è la consegna al lettore di un’opera poetica in cui il tema dei Legami si snoda nelle sue molte declinazioni. È la ricerca, il tentativo di comunicare, la spasmodica necessità di restituire ciò che la scrittura ha concesso a sua volta all’autore, quella compensazione delle mancanze, quella cura per le ferite; un sentire comune, l’empatia che si fa restituzione, sotto un sole tiepido, direttiva comune di un Mediterraneo unito, sempre.
Tra le corde di un’altalena è la volontà di dare Memoria alla Memoria, consapevoli del peso insostenibile che essa possiede da sola; l’obiettivo dell’opera è donare verità, coraggio, speranza all’utopia, troppe volte lasciata sola, a metà tra la finzione e l’irraggiungibile.

Nel monologo ci sono due storie, che si intersecano, completano e ad un certo punto coincidono. La storia dell’uomo, uno scrittore che sceglie la poesia per fare Memoria. Una Memoria elemento di ritorno e presa di coscienza necessaria, ma da sola non sufficiente; intesa come bisogno di riconnessione familiare e non solo viaggio nella storia universale, con episodi di dolore e amore, nodi e distacchi; e la storia delle poesie, interpretate, concedendo alle parole, della consistenza delle pietre, il tempo che meritano.
Un uomo, voce narrante, racconta di sé, con la consapevolezza che il sé è denso di Mediterraneo, di padre in padre, in figlio. Tra le corde di un’altalena crea uno spazio di sensibilità analogo sia a vicende private sia vicende storiche. Ne viene fuori, un tragitto atemporale, e aspaziale, patrimonio di tutti e di ciascuno

Scritto da Antonio Roma, con le musiche inedite di Mario Roma.
Interpretato da Antonio Roma, Mario Roma.
Con la collaborazione di Federica Agrò.
Regia di Chiara Manfredda.
Audio e luci di Filippo Borgia.
Scenografia minimale di Silvia Guarlotti.

un’ora e quindici minuti senza intervallo

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