Mi chiamo Antonio Roma. Ho anni.
Sono autore, attore e regista di Teatro Civile e podcaster.

Mio padre mi ha educato al Mediterraneo e alla Memoria.
Da mia madre ho imparato la tenacia delle parole Resilienza ed Empatia.
Io, di mio, ci ho messo la scrittura, la voce e le maiuscole, che tanti indispettiscono.

Sono convinto che Bellezza e Utopia coincidano, che Sarajevo mi abbia stravolto la vita e che in questo momento storico abbiamo bisogno di un lessico inedito, che affondi le radici nel Legame tra le parole Testimonianza e Umanità, le sole capaci di portare Autenticità.

Abito le giornate condividendo con adolescenti che la noia ha stancato troppo presto la portata rivoluzionaria delle parole e della letteratura: insegno Lettere; ma prim’ancora, facendo del Teatro Civile, del podcast e della scrittura, Humus…

Altro su di me

Teatro civile

Markale

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Sarajevo, 5 febbraio 1994, il mercato di Markale si agita dell’atroce concitato rumore di pianti ed urla. C’erano scarpe, è di scarpe che si spandano le carneficine. L’assedio di Sarajevo è durato 1.479 giorni, oltre 50.000 civili sono rimasti feriti, 11.541 abitanti sono stati uccisi, di cui 1.601 bambini. Markale è il racconto, figlio delle Testimonianze accolte con Empatia e Rispetto di chi, ferito nel midollo e nel ventre, è sopravvissuto alla strage del mercato e all’assedio più drammatico e lungo della storia contemporanea.

Fisionomie

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Fisionomie, trasposizione in monologo di Teatro Civile dell’opera poetica Tra le corde di un’altalena, è il racconto di Legami che affondano le Radici nel Mediterraneo, come i sogni e le speranze dei migranti. Fisionomie di volti e luoghi di una terra amara: il Sud della Magna Grecia, dimenticato dalla contemporaneità, eppure Humus di Utopie, da sempre sementi di un’Italia e di un’Europa, stanche e stancate, nomadi.

Nedo

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Il monologo di Teatro Civile Nedo è figlio di una presa di coscienza: i Testimoni della Shoah ancora in vita sono pochi e quando non ci saranno più la Memoria spetterà a noi. Nedo è il racconto degli Ebrei e degli antifascisti costretti a vivere l’incubo della persecuzione e della deportazione nei carri bestiame, imprigionati nei campi di concentramento e di sterminio, uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori. Ma è anche il racconto dei Giusti che molte vite hanno salvato e di chi è sopravvissuto alla fame, alla morte dei propri cari, all’orrore dei campi e nonostante la sofferenza e la disperazione provate fino al giorno della Liberazione ha trovato la forza di Testimoniare perché una società senza Memoria è una società smarrita.

Maggiori informazioni

Crowdfunding Fisionomie

Fisionomie è il racconto di Legami che affondano le Radici nel Mediterraneo, come i sogni e le speranze dei migranti. Fisionomie di volti e luoghi di una terra amara: la nostra.
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Portfolio by Alice Ponti

Questa sezione accoglie gli scatti della fotografa Alice Ponti sulle nostre produzioni di Teatro Civile e sul Mediterraneo.

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