Le nostre produzioni sono al momento solo teatrali. In futuro diventeranno anche cinematografiche.

Il teatro non è mai solo individualità.
Che tu sia autore, regista, attore o che interpreti più ruoli contemporaneamente, è un’arte che vive e respira attraverso la collaborazione. Fin dal mio esordio, ho condiviso il percorso con Filippo Borgia, responsabile del suono e delle luci di ogni mio monologo, e con Alice Ponti, delle volte coautrice, altre assistente alla regia, sempre fotografa di scena.

Insieme, abbiamo fondato la nostra casa di produzione: Rise Up, perché si evolve. Si evolve sempre.
Dal 10 luglio 2024, tutti i nostri lavori teatrali e artistiche — e presto anche cinematografiche — portano dunque la firma Rise Up.

Il nostro teatro, che oggi si avvale della collaborazione di professionist* provenienti da tutta Europa, nasce dall’esperienza dei monologhi e del metodo sperimentale che alterna improvvisazione disciplinata a studio meticoloso del copione e affonda le radici nella Testimonianza, accolta con Empatia e Rispetto. Il fulcro di ogni produzione è la Parola, il mezzo più potente che un autore e un attore possano impugnare, capace di dare corpo e anima a ogni storia.

La nostra missione, ora come allora, è chiara: portare Consapevolezza.
Ogni monologo e ogni prosa che mettiamo in scena non è solo teatro, ma il frutto di un’analisi culturale, politica e sociale, un’espressione della complessità umana e di una pluralità di voci. Abbiamo rispetto per i classici, che abbiamo studiato, ma in scena portiamo la nostra scrittura nella speranza che un giorno abbia, proprio come i classici, la capacità di essere al contempo memoria e luce per dipanare il buio dell’attualità.
In altre parole: vogliamo creare uno spazio di riflessione profonda, dove chi ascolta possa riconoscersi e, forse, trasformarsi.

Rise Up non è solo una casa di produzione. È un invito a guardare oltre, a esplorare nuove prospettive e a costruire insieme un dialogo che sia sempre autentico e aperto al cambiamento.

Sottoscrivi ora una membership che ti porti gratuitamente a teatro. Le nostre anteprime e i nostri debutti fanno ora parte di una stagione.

Le nostre produzioni

Markale

Monologo di Teatro Civile

Sarajevo, 5 febbraio 1994, il mercato di Markale si agita dell’atroce concitato rumore di pianti e urla. C’erano scarpe, è di scarpe che si spandano le carneficine. L’assedio di Sarajevo è durato 1.479 giorni, oltre 50.000 civili sono rimasti feriti, 11.541 abitanti sono stati uccisi, di cui 1.601 bambini.
Markale è il racconto, figlio delle Testimonianze accolte con Empatia e Rispetto di chi, ferito nel midollo e nel ventre, è sopravvissuto alla strage del mercato e all’assedio più drammatico e lungo della storia contemporanea.

Markale

Monologo di Teatro Civile

Locandina Markale

Ago & Filo

Debutto 25 settembre 2024 – Teatro Faraggiana, Novara

Locandina Ago & Filo

Ago & Filo

Debutto 25 settembre 2024 – Teatro Faraggiana, Novara

Ago & Filo è una pièce teatrale che esplora la resilienza delle relazioni umane indagando come, nella continua ricerca di un equilibrio, legami sul punto di spezzarsi possano sopravvivere e trasformarsi, resistendo alla prova del tempo e delle avversità.
Arturo, padre rimasto vedovo, ha un rapporto schietto e molto stretto con la sua brillante figlia quattordicenne. Ma quando Sofia viene a sapere della relazione occasionale che il padre ha intrapreso con Elettra, sorella maggiore della sua migliore amica, Naima, i due saranno costretti a confrontarsi con le intricate trame della perdita, della crescita emotiva e dell’amore.

Ago & Filo è anche una drammaturgia edita da Infinito Edizioni.

In scena viene esibita la più grande dimostrazione della soluzione di ogni problema: il dialogo”. (Carola Speranza)

Scritto da Antonio Roma.
Regia di Antonio Roma.
Interpretato da Denise Cimino, Antonio Roma, Perla Maccari e Rachele Cerami.
Fotografia di scena di Alice Ponti.
Scenografia di Sofia Martello.
Audio e luci di Filippo Borgia.

Luna

Anteprima venerdì 25 e sabato 26 ottobre – Musica Nova, Novara

Debutto venerdì 07 febbraio – Sala Crespi, Cerano

Una Milano policroma e stagnante si fa teatro della relazione tra Luna e Arturo, una giovane coppia che si ritrova a dover fare i conti con le rispettive speranze e fragilità. Luna ha accettato un impiego come supplente di lettere in un liceo, mentre Arturo, scrittore emergente ma già acclamato dalla critica, cerca un modo di disfarsi dalle troppe aspettative e ritrovare la giusta energia creativa.
La casa farà da scenografia a un nuovo capitolo di questa coppia solida e appassionata, ma non priva di interrogativi sul proprio futuro. Luna, voce narrante della pièce, ripercorre alcuni momenti che hanno forgiato la sua relazione con Arturo, il quale prima di incontrarla ha attraversato momenti difficili. Uno su tutti, la storia con l’affascinante e complicata Aiša, che si è lasciata dietro di sé cicatrici profonde. Arturo, nel frattempo cerca di trovare  una dimensione che gli consenta di esprimere la sua arte e realizzare l’obiettivo di trasporre il suo romanzo a spettacolo teatrale.
Tra sogni e aspettative punteggiate da domande e inquietudini, il dialogo di parole e gesti tra Arturo e Luna si snoda tratteggiando il ritratto non solo di una giovane coppia, ma di tutta una generazione resiliente ma che spesso manca, suo malgrado, di punti fermi a cui appoggiarsi. La sfida cui si troveranno di fronte i protagonisti è proprio questa: cercare e costruire, in una nuova città, il capitolo seguente della loro storia d’amore.

Luna è uno degli scenari possibili del romanzo Festa del Perdono edito da Infinito Edizioni.

Cast
Scritto da
Antonio Roma.
Regia di Antonio Roma.
Aiuto regia di Hana Bolbol.
Assistente alla regia Sofia Visaggio.
Con Antonio Roma e Sofia Luna Quattrocchi.
Fotografia di scena di Alice Ponti.
Comunicazione di Alice Ponti.
Prop design di Alice Ponti.
Make-up di Claudia Chetta.
Audio di Dario Artuso e Riccardo Artuso.
Luci di Filippo Borgia.

Luna

Anteprima venerdì 25 e sabato 26 ottobre – Musica Nova, Novara

Debutto venerdì 7 febbraio – Sala Crespi, Cerano

Locandina Luna

Mary Lou

Anteprima 11 – 12 aprile 2025 – Musica Nova, Novara

Debutto autunno 2025

Mary Lou

Anteprima 11 – 12 aprile 2025 – Musica Nova, Novara

Debutto autunno 2025

Intrappolata in una realtà che si sgretola sotto i suoi occhi, una studentessa universitaria, Chiara, si muove immersa in un microcosmo fatto di notti insonni, dialoghi taglienti e relazioni ambigue con le sue due amiche e coinquiline Giada e Greta e con Louis, un amico d’infanzia dal fascino magnetico e sfuggente.
Tra desideri inespressi, tensioni erotiche e un continuo gioco di maschere, tutto sembra ruotare attorno a lui, alla sua presenza enigmatica e al suo potere di attrazione. Ma mentre il tempo scorre in un loop di rivelazioni, ossessioni e fughe, un senso di irrealtà si insinua nelle crepe di un’esistenza sospesa.
Dov’è il passato? Dov’è il presente? E soprattutto, cosa si cela oltre il velo di questa storia che sembra ripetersi all’infinito? Tra colpa, memoria e delirio, la verità emerge lentamente, in un crescendo inesorabile: nulla è come sembra, e la mente della protagonista potrebbe essere il suo unico vero carcere.

Cast
Scritto da
Antonio Roma.
Regia di Antonio Roma.
Con Alessandro Carfagna, Antonio Roma, Arianna Scotti, Fabiana Iannicelli, Rebecca Konate.
Fotografia di scena di Alice Ponti.
Comunicazione di Alice Ponti.
Make-up di Claudia Chetta.
Audio e luci di Filippo Borgia.

Mamma mi voleva professore

Debutto 7 o 8 novembre 2025 – Sala Crespi, Cerano

Un artista racconta con passione, ironia e un tocco di amara disillusione il suo cammino attraverso le difficoltà di emergere come scrittore e regista in un’Italia che considera l’arte un capriccio per sognatori e non un mestiere o una vocazione. Attraverso aneddoti vividi e provocatori, rievoca il dolore delle occasioni sfiorate mai afferrate, delle porte chiuse in faccia non solo da chi dell’arte non sa che farsene, ma anche da un mondo artistico spesso appagato che osserva la novità con pigrizia o indifferenza. La voce della madre, quasi un coro greco fuori scena, lo spinge a una stabilità che lui rifiuta, preferendo l’incertezza dei sogni all’inerzia della sicurezza. Nonostante tutto, tra sarcasmo e delicatezza, emerge il ritratto di un uomo che non può fare a meno di inseguire un’utopia fatta di parole e bellezza, perché, dice, l’arte è l’unica verità che gli resta. Con ogni aneddoto, dall’incontro con le crudeltà della guerra in Bosnia fino alle delusioni artistiche, si svela il ritratto di un artista che non smette di credere nel potere salvifico della memoria e della bellezza fragile, ma mai sterile dell’arte, per non lasciar morire dentro di sé l’unico fuoco che lo mantiene vivo.

Cast
Scritto diretto e interpretato da
Antonio Roma.
Audio e luci di Filippo Borgia.

Mamma mi voleva professore

Debutto 21 marzo 2025 – Sala Crespi, Cerano

Corpi

Anteprima 11 – 12 aprile 2025 – Musica Nova, Novara

Debutto autunno 2025

Corpi

Debutto ottobre 2025

In un appartamento di Milano, lussuoso e claustrofobico, si consuma la danza di una crisi silenziosa e feroce: Pietro, regista in lotta con il vuoto creativo, e Vittoria, insegnante disillusa, si trovano intrappolati in un amore che li avvicina solo per rivelare la loro distanza. L’arrivo di Valentina, giovane e inquieta ex allieva, accende un gioco di seduzione mentale e fisica che minaccia di frantumare ogni equilibrio, mentre Iris, un’attrice ambiziosa e spietata, incarna il desiderio e la competizione in un vortice di passioni senza controllo. Sullo sfondo, Giacomo, attore frustrato e innamorato non corrisposto, osserva impotente i fili che si spezzano e si intrecciano attorno a lui, una figura marginale che sogna di esistere.

Tra ossessioni, tradimenti e l’eco assordante del consumismo affettivo, i personaggi si specchiano in una società che tutto fagocita, lasciandoli soli con i frammenti delle loro identità, incapaci di amare davvero, capaci solo di desiderare. Il confronto finale, come uno specchio infranto, svela verità dolorose e inconfessabili, lasciando il pubblico a interrogarsi sulla natura dell’amore, dell’ambizione e della perdita, in un mondo che consuma tutto, anche le emozioni.

Cast
Scritto da
Antonio Roma.
Regia di Antonio Roma.
Con Antonio Roma, Lorenzo Biagiotti, Lara Camparo, Ludovica Valentini, Nicole Delfino.
Fotografia di scena di Alice Ponti.
Comunicazione di Alice Ponti.
Make-up di Claudia Chetta.
Audio e luci di Filippo Borgia.

Il Beatnik

Debutto gennaio 2026

 

Milano, inverno. Le luci della città sembrano un miraggio, la nebbia inghiotte i sogni, Il Beatnik accoglie anime in bilico.
Pep Greco cucina, impasta, spera. Il ristorante è il suo mondo, ma il mondo fuori lo sta schiacciando. I numeri non tornano, la paura gli sussurra all’orecchio: sta finendo tutto. Ma lui serve ancora le migliori paste della città, come se il destino fosse una variabile del gusto.
Federico Garcolari corregge compiti, insegna ai ragazzi a non avere paura delle parole, ma lui non ne ha mai trovata una accogliente per sé stesso. Sua moglie è un’ombra che ha lasciato dietro di sé stanze vuote e silenzi. Ha ancora la fede. Lui non ha il coraggio di guardarsi allo specchio. Perché nel riflesso c’è un uomo che non conosce.
Fran Rojas ha un bambino dentro di sé ma non ne ha parlato con il suo compagno. Pep, la ama, ma la ama come si ama un ristorante: con cura, con dedizione, con ossessione. E lei? Lei non sa più cosa prova.
Bea Leonardi serve ai tavoli, sorride, si sbaglia, ricomincia. Federico è la sua rovina, ma lei ancora non lo sa. Gli vuole bene come si vuole bene alle cose impossibili. Ma il destino non chiede permesso, e certe verità sono più dure del marmo dei tavolini del Beatnik.
Giulio Morelli ha mollato la fabbrica per la musica. Non ha niente, ma ha tutto. Viola, la sua ragazza, è una certezza, una bellezza silenziosa, un angolo di paradiso in una vita incasinata.
Viola Zaros si muove nel mondo con la leggerezza di chi sa cosa vuole. Ha un negozio, ha una vita di coppia felice, ha un presente che funziona.
Sole Murana ha aspettato tutta la vita una telefonata. Quando arriva, non è quella che sperava. Non è solo quella del cinema. È l’ospedale. Ha un tumore, e il copione si strappa nel mezzo della scena. Il Beatnik diventa il teatro del suo ultimo atto, della sua ultima speranza

Cast
Scritto da Antonio Roma.
Regia di Antonio Roma.
Con Alessandro Carfagna, Antonio Roma, Alexandra Lazazzera, Fabiana Iannicelli, Fabrizio Bruno, Sofia Quattrocchi, Vera Clemente.
Fotografia di scena di Alice Ponti.
Comunicazione di
Alice Ponti.
Audio e luci di Filippo Borgia.

Mamma mi voleva professore

Debutto 21 marzo 2025 – Sala Crespi, Cerano

Le nostre produzioni storiche

Alma

Debutto 24 e 25 novembre  – Musica Nova, Novara

Alma è un coinvolgente lavoro teatrale costituito da una serie di monologhi interpretati esclusivamente da attrici donne, che debutterà il 24 e il 25 novembre in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere.
Nato da profondi confronti tra le attrici, ogni monologo esplora le molteplici sfaccettature della violenza di genere, rivelando storie intense e toccanti, talvolta autobiografiche, che gettano luce sulle ombre che permeano la nostra società e sul bisogno urgente di cambiamento.

Cast
Scritto da
Alice Ponti e Antonio Roma.
Regia di Antonio Roma.
Aiuto Regia di Alice Ponti.
Con Chiara Manfredda, Denise Lucia Cimino, Miriam Magalla, Perla Maccari, Rachele Cerami, Sofia Luna Quattrocchi, Valentina Molon.
Fotografia di scena di Alice Ponti.
Comunicazione di Alice Ponti.
Make-up di Claudia Chetta.
Audio di Dario Artuso e Riccardo Artuso
Luci di Benedetta Carrara

Alma

Debutto 24 e 25 novembre  – Musica Nova, Novara

Locandina Alma

Nedo

Monologo di Teatro Civile

Locandina Nedo

Nedo

Monologo di Teatro Civile

Il monologo di Teatro Civile Nedo è figlio di una presa di coscienza: i Testimoni delle Deportazioni e della Shoah ancora in vita sono pochi e ormai è giunto il momento per noi di farci carico della Memoria. Nedo è il racconto degli Ebrei e degli Antifascisti costretti a vivere l’incubo della persecuzione e della deportazione nei carri bestiame, imprigionati nei campi di concentramento e di sterminio, uccisi nelle camere a gas e bruciati nei forni crematori. Ma è anche il racconto dei Giusti che molte vite hanno salvato e di chi è sopravvissuto alla fame, alla morte dei propri cari, all’orrore dei campi e nonostante la sofferenza e la disperazione provate fino al giorno della Liberazione ha trovato la forza di Testimoniare perché una società senza Memoria è una società smarrita.